Malattie reumatiche: attenzione ai sintomi

Reumatologia INI Grottaferrata

Malattie reumatiche: la diagnosi precoce è determinante.

Oggi è la Giornata mondiale del malato reumatico. L’emergenza sanitaria Covid, da mesi, ha reso più difficile la vita di oltre 5 milioni di italiani con una malattia reumatologica, una patologia molto diffusa che colpisce non solo gli anziani ma anche gli adulti, i giovani e addirittura i bambini compromettendo seriamente la qualità della vita. Ne parliamo con la dottoressa Ilaria D’Emilia, Reumatologa dell’Istituto Neurotraumatologico Italiano di Grottaferrata.

Quali sono i fattori di rischio che favoriscono lo sviluppo delle patologie reumatiche?
Per prima cosa va ricordato che parliamo di patologie per lo più croniche per le quali la predisposizione genetica rappresenta il principale fattore di rischio. A questa predisposizione, si associano fattori acquisiti o ambientali che ne favoriscono l’esordio o ne determinano un’evoluzione clinica più severa. È importante sottolineare che ci sono fattori di rischio modificabili che possono migliorare la salute dei pazienti. Ancora una volta smettere di fumare è importante. Il fumo di sigaretta e gli idrocarburi che derivano dalla combustione dei carburanti incrementano la risposta autoimmunitaria dell’organismo. Attenzione anche alla dieta, soprattutto all’eccesso di sale. Una alimentazione non equilibrata favorisce l’obesità e il grasso corporeo produce sostanze che causano infiammazione. Muoversi è importante, la sedentarietà, infatti, rappresenta il principale fattore di rischio per l’artrosi e l’osteoporosi. Infine, chi ha la predisposizione genetica per il Lupus Eritematoso Sistemico dovrebbe evitare l’eccessiva esposizione ai raggi U.V.

La diagnosi precoce è determinante: se si arriva prima alla diagnosi la malattia è meno invalidante e più gestibile. Quali sono i campanelli di allarme che richiedono la visita dello specialista?
Oggi è possibile diagnosticare la gran parte delle malattie reumatiche in fase molto precoce, entro i primi 3 mesi dalla comparsa dei sintomi, rendendo tempestivo qualunque intervento terapeutico. Bisogna saper cogliere la cosiddetta “finestra di opportunità” terapeutica che rappresenta la fase iniziale dell’infiammazione ancor prima che avvengano dei danni strutturali. In questa fase, il ruolo fondamentale lo svolge il Medico di Medicina Generale che, prontamente, indirizza il paziente verso lo Specialista Reumatologo. È di primaria importanza il saper cogliere i cosiddetti “segni di allarme” della fase di esordio di queste malattie. Particolare attenzione, quindi, al gonfiore, al dolore e alla perdita della funzione di una o più articolazioni o alla rigidità mattutina nel caso delle artriti.
Non trascurare, soprattutto con l’arrivo del freddo, i fastidi causati da un’alterata microcircolazione del sangue. Mi riferisco al Fenomeno di Raynaud che colpisce le estremità, più comunemente mani e piedi, ma occasionalmente anche naso e orecchie, rendendole fredde e intorpidite.
La rigidità nel compiere i movimenti di tutti i giorni, nell’osteoartrosi, è un importante campanello d’allarme. Infine, alle donne in menopausa suggerisco di prestare massima attenzione a tutto ciò che possa limitare il normale svolgimento delle attività di vita quotidiana. Ricordo, infatti, che l’Osteoporosi è una patologia silente nelle fasi iniziali.

Oggi è possibile arrivare ad una diagnosi in tempi più rapidi. Oltre alla visita medica, che resta un momento fondamentale, quali sono gli esami specifici disponibili?
Abbiamo a disposizione strumenti diagnostici molto utili già in fase precoce. Tra questi i test immunologici, la Capillaroscopia, l’ecografia articolare e la RM. Non meno importante è la MOC DXA, soprattutto se associata al calcolo degli indici di rischio di frattura.
Si tratta di metodiche disponibili presso Centri Specializzati per le malattie reumatiche, come il Centro I.N.I. di Grottaferrata. Oltre al nostro Laboratorio, che dispone di Test e metodiche all’avanguardia in campo autoimmune ed è in continuo aggiornamento in risposta alla continua acquisizione di nuove conoscenze immunologiche, disponiamo del Servizio di VideoCapillaroscopia Computerizzata, tecnica di primaria importanza per la diagnosi differenziale del Fenomeno di Raynaud, nonché di Professionisti esperti nel campo dell’Ecografia articolare e della RM articolare.

Le malattie reumatiche colpiscono sempre più donne, spesso in età fertile.
Molte malattie reumatiche, in particolare quelle su base autoimmune e l’Osteoporosi sono molto più frequenti nel sesso femminile. Il rapporto Femmine/Maschi può arrivare fino a 9 a 1, come accade per il Lupus Sistemico e la Sclerodermia. La ragione sembra essere una particolare predisposizione genetica e ormonale. Una considerazione importante: molti farmaci curativi per le malattie reumatiche presentano controindicazioni sia in gravidanza che in allattamento; pertanto è di fondamentale importanza che si informi il Reumatologo di un eventuale desiderio di gravidanza.

Oggi ci sono terapie che possono aiutare a tornare a una vita normale. Eppure c’è ancora troppa rassegnazione nei confronti dei “dolori reumatici”.
Negli ultimi venti anni, abbiamo assistito ad una vera rivoluzione farmacologica, soprattutto nel campo delle Artriti e Spondiloartriti. Oggi, grazie all’avvento dei Farmaci Biotecnologici, capaci di modificare radicalmente l’evoluzione della malattia, possiamo garantire una buona qualità di vita.
Si tratta di Farmaci molto efficaci ma anche molto difficili da gestire, per i quali bisogna essere Centri Autorizzati.

Si possono prevenire le malattie reumatiche?
La prevenzione più efficace, soprattutto per i soggetti geneticamente predisposti o consapevoli di una familiarità per le malattie reumatiche, resta quella di evitare tutti i fattori di rischio di cui abbiamo parlato.
Uno stile di vita sano, una dieta equilibrata e non eccessiva, un’attività fisica regolare ed un ambiente circostante non inquinato rappresentano il modello virtuoso a cui tutti dovremmo aspirare.

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