Gruppo INI – Allergologia: come difendersi dalle allergie

Gruppo INI - Allergologia

Finalmente è arrivata la primavera. Un finalmente non condiviso da tutti, però. Perché con l’arrivo della bella stagione tornano, per molti, le allergie respiratorie. Starnuti, naso gocciolante e occhi arrossati. Sintomi spesso sottovalutati e molte volte curati con il passaparola e rimedi fai da te. Con il rischio di gravi danni alla salute. E allora, cosa bisogna fare quando si sospetta un’allergia ? Prenotare una visita allergologica. E’ questo il consiglio che senza esitare la dottoressa Francesca Lintas, specialista in allergologia e immunologia all’INI di Grottaferrata, mette al primo posto.

Da dove cominciare?
Il primo step, lo ripeto, è la visita allergologica in base alle quale si decide se procedere o procrastinare lo screening delle possibili allergie eseguendo un test cutaneo, sul braccio, il Prick Test o il RAST, il test sul sangue. Quest’ultimo si esegue quando un paziente è sotto cura antistaminica e non si può fare il test cutaneo perché è richiesta la sospensione del farmaco per almeno una settimana, dieci giorni.

Quali sono i sintomi che richiedono la visita dall’allergologo?
Quelli respiratori sono raffreddori, starnuti, congiuntivite, tosse, asma e poi orticaria e prurito.

Raffreddore o allergia come possiamo distinguerli?
E’ allergia quando è un raffreddore che persiste più del previsto. Un comune raffreddore dura dai tre ai cinque giorni. Quando si supera una settimana, dieci giorni è molto probabile che stiamo parlando di un raffreddore da allergia e non da raffreddamento. Non ultimo, se sappiamo di aver preso freddo e poi compare il raffreddore esiste una motivazione. Ma se con il perdurare dei sintomi non c’è una spiegazione, bisogna rivolgersi ad un allergologo.

Come fare con i bambini che sono sempre raffreddati?
Con i bambini dobbiamo considerare se sono raffreddati in inverno ma migliorano in primavera. Se il naso ‘goccia’ sempre. Se la secrezione è chiara o gialla o addirittura verde. Inoltre i bambini non vanno studiati solo nelle manifestazioni respiratorie ma anche cutanee, come la dermatite atopica o il prurito. O sintomi gastrointestinali come il maldipancia o la diarrea.

Le allergie alimentari sono una spia di possibili allergie respiratorie?
Sono due cose assolutamente diverse. Le allergie respiratorie sono molto più frequenti di quelle alimentari. Le allergie alimentari vere e proprie non sono moltissime. Quelle più comuni sono ai crostacei, noci e arachidi. Nei bambini prevalgono latte, uova e formaggi. Bisogna sottolineare che le allergie che si manifestano da piccoli migliorano con l’avanzare dell’età.

Le mascherine sono alleate preziose?
In questo momento di pandemia l’uso delle mascherine nei pazienti che sanno di avere un’allergia si sta rivelando davvero importante perché, sia se stiamo usando una mascherina chirurgica o una ffp2, il filtro blocca il passaggio dei pollini. Ma per farlo deve essere posizionata in modo corretto, aderente bene al viso e cambiata con regolarità. Perché quando la mascherina diventa umida perde la sua capacità di filtrare, non solo il virus ma anche i pollini.

Gruppo INI - AllergologiaQuali sono i farmaci utili?
Chi sa di essere allergico e ha già individuato l’allergene deve seguire una terapia preventiva sintomatica con l’antistaminico, lo spray nasale e il collirio per la congiuntivite. Se non si decide di fare il vaccino che rappresenta l’unica terapia curativa. Devo dire che quando il paziente viene trattato tutti i giorni con l’antistaminico è difficile che abbia asma o manifestazioni importanti. Certo l’aderenza alla terapia è importante. La terapia con l’utilizzo del vaccino fornisce ottimi risultati perché cura i sintomi, con un netto miglioramento delle manifestazioni.

L’areosol lo mettiamo in cantina?
E’ in cantina da anni. Ci sono spray che forniscono una broncodilatazione che dura dalle 12 alle 24 ore. E poi l’areosol, per essere davvero efficace, deve essere fatto tre volte al giorno e quindi la terapia con questi farmaci è molto più semplice e pratica.

Qualche consiglio per chi è allergico
Per prima cosa individuare l’allergene al quale si è allergici.
Al secondo posto metterei di seguire con attenzione la terapia prescritta evitando di ‘dimenticare’ di prendere i farmaci. Non ha senso prendere l’antistaminico un giorno sì e tre no. Davvero non serve a stare meglio. Anzi si peggiora la sintomatologia.

Qualche fake news
Non è vero che i test per la ricerca degli allergeni non si possono fare durante i periodi in cui si sta male. Il problema non è lo stare male ma l’uso degli antistaminici che falsa i risultati.
Non è vero che se si è allergici alle graminacee non si può mangiare pane e pasta.
Non è vero che se si è allergici all’olivo non posso mangiare cibi conditi con olio di oliva. Addirittura si possono andare a raccogliere le olive. La fioritura è il problema non il frutto.

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