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15 giugno 2010I costi del mal di testa? Circa 10 miliardi di euro l'anno, in Europa

Se ne parlerà al convegno "Cefalee in rete" in programma il 23 giugno 2010 dalle 15,00 alle 18,30, al Sanit di Roma

Comunicato Stampa- Secondo avviso

“Cefalee in rete”
Convegno al Sanit il 23 giugno 2010, dalle ore 15,00 alle ore 18,30

I costi del mal di testa? Circa 10 miliardi di Euro l’anno, in Europa

Organizzato da Al.Ce. Alleanza Cefalgici in collaborazione con INI

Il mal di testa costa all’Europa circa 10 miliardi di Euro l’anno. I costi che produce il soffrire di emicrania sulla società derivano da diverse evidenze. Si tratta di costi diretti, indiretti e costi non quantificabili. I costi diretti comprendono prevalentemente quelli relativi al ricorso alle strutture sanitarie.  I costi indiretti si riferiscono alla perdita di produttività lavorativa per assenteismo e alla ridotta efficienza lavorativa. I dati europei evidenziano circa 20 gg/anno persi per emicrania/paziente. I dati ricavati da 7 studi economici hanno evidenziato un costo diretto di €36/anno e un costo indiretto di €554/anno (= €590/anno). Risulta infine che su 450 milioni di europei ogni giorno lavorativo vi siano 600,000 persone che si assentano dal lavoro o da scuola per emicrania.
Da qui la necessità di porre la massima attenzione su una patologia che coinvolge l’intera società nelle sue sfaccettature più variegate. Il convegno dal titolo “Cefalee in rete”, organizzato da Al. Ce. Alleanza Cefalgici, in collaborazione con INI, Istituto Neurotraumatologico Italiano., si propone di fare proprio ciò. La giornata di studio si terrà a Roma, al Palazzo dei Congressi dell’Eur (Piazza J.F. Kennedy) il 23 giugno 2010 dalle ore 15,00 alle ore 18,30, in occasione del Sanit.
«La dichiarazione congiunta dell’European Headache Federation e della World Headache Alliance, rilasciata a Roma nel 2005 – precisa il prof. Fabio Antonaci, presidente della European Headache Federation – ha definito l’emicrania come “una patologia dimenticata”». L’emicrania è una condizione disabilitante che colpisce circa 50 milioni di europei. Ogni giorno circa 2 milioni europei hanno un attacco di emicrania. «Nel rapporto sull’Impatto Globale della Malattia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – precisa Antonaci – l’emicrania è stata inserita nella massima categoria di disabilità, classificandola disabilitante quanto la psicosi attiva, la demenza e la quadriplegia». Un rapporto più recente dell’OMS ha stimato che le donne di età compresa tra i 15 ed i 44 anni, che soffrono di emicrania, vivono in uno stato di disabilità il 2,1% della loro vita. 
«I sintomi associati all’emicrania e la disabilità che questi causano esercitano un impatto molto negativo sulle attività quotidiane dei pazienti», continua Antonaci. «L’emicrania influisce sul benessere generale dei pazienti, ed anche sulla loro capacità lavorativa, di prendersi cura delle loro famiglie, e di essere produttivi. La ridotta produttività di chi soffre di emicrania, o anche l’assenza dal lavoro causata dall’emicrania, è inoltre un peso economico per i loro datori di lavoro». Circa 1/3 dei pazienti riferisce spontaneamente la disabilità correlata alla cefalea.
La partecipazione è libera. E’ comunque gradita una mail di accreditamento all’indirizzo qui sotto riportato.

Roma, 15 giugno 2010
Ufficio Stampa Gruppo INI: Luciano Pecchi 06/47822478 - 347/1053522
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