Domani 24 settembre 2009 all'Auditorium-Parco della Musica l'VIII Edizione del Premio. Tra i vincitori Gianni Letta, Luigi Frati, Renzo Arbore
23 settembre 2009
Comunicato Stampa
Domani 24 settembre 2009 all’Auditorium – Parco della Musica
VIII Edizione Premio Aila Progetto Donna 2009
Un premio contro l’osteoporosi
Tra i vincitori Gianni Letta, Luigi Frati e Renzo Arbore
Torna il 24 settembre 2009 l’annuale appuntamento con il Premio AILA “Progetto Donna” giunto quest’anno alla VIII edizione. L’Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ospiterà la cerimonia di consegna del riconoscimento che è riservato alle personalità che si sono distinte con la loro attività a favore della donna.
Il premio 2009 è stato assegnato da una giuria qualificata presieduta dalla Dott.ssa Jessica Veronica Faroni. La giuria ha decretato l’assegnazione del premio a Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Luigi Frati, Magnifico Rettore dell’Università “Sapienza” di Roma, Alessio Gorla, membro del Consiglio d’Amministrazione Rai, Giovanni Malagò, Presidente Comitato Organizzatore Mondiali di Nuoto Roma 2009, Mogol, Renzo Arbore, Anna Foglietta, attrice e testimonial della campagna Red Dress Italia, Margherita De Bac, giornalista del Corriere della Sera.
La cerimonia di consegna si terrà domani 24 settembre 2009 alle ore 21.00 presso la sala Petrassi dell’Auditorium - Parco della Musica, con la collaborazione del II Municipio del Comune di Roma. Conducono la serata Eleonora Daniele e Fabrizio Rocca.
Il programma dell’edizione 2009 proseguirà con il concerto degli “Affetti Collaterali”, gruppo da sempre impegnato nella raccolta fondi per la ricerca contro l’osteoporosi e che, con questa finalità ha pubblicato “Affetti Collaterali live”, cd che si avvale della partecipazione straordinaria di Amii Stewart, star internazionale e da sempre sostenitrice della Fondazione AILA.
Il Premio AILA “Progetto Donna” 2009, il riconoscimento indetto dalla Fondazione AILA Onlus per la lotta all’artrosi e all’osteoporosi, presieduta da Francesco Bove, viene assegnato a ricercatori, medici, esponenti del mondo culturale, del volontariato, della comunicazione, dello sport, dello spettacolo e della politica che svolgono un’attività a favore della donna che in fatto di patologie, come l’osteoporosi, è indubbiamente penalizzata.
L’Aila, Associazione italiana per la lotta contro l’artrosi e l’osteoporosi, è promotrice di grandi iniziative di ricerca, di informazione, di divulgazione e di sensibilizzazione su due grandi patologie degenerative come l’artrosi e l’osteoporosi che colpiscono prevalentemente la donna, e intende richiamare, a 360 gradi, l’attenzione sul mondo femminile coinvolgendo tutti i settori della società.
L’osteoporosi, lo ricordiamo, è una malattia dello scheletro che rende lo ossa fragili esponendole al rischio di frattura: la diminuzione della densità ossea è la causa principale delle fratture da osteoporosi.
L’osteoporosi solo in Italia ha un costo socio-assistenziale di un miliardo e mezzo di euro. Negli Stati Uniti invece siamo sull’ordine dei dieci miliardi di dollari. L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da una ridotta massa scheletrica e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità scheletrica e del rischio di frattura. Quando si parla di osteoporosi generalmente ci si riferisce a quella che insorge dopo la menopausa e a quella senile. Si può affermare che il 40% delle donne sopra i 50 anni sono colpite da osteoporosi e che dopo i 70 anni questa malattia interessa il 70% delle donne.
Il prolungamento della vita favorisce l’insorgenza dell’osteoporosi e soprattutto il rischio di frattura ossea. Tale eventualità si verifica in una donna anziana su tre. In particolare, le conseguenze legate alle fratture del femore sono molto pesanti. La mortalità è del 15-25%, la disabilità motoria colpisce più della metà dei pazienti nell’anno successivo alla frattura e solo il 30-40% di queste persone riprende autonomamente le attività quotidiane. Un problema simile lo si riscontra anche nelle fratture vertebrali, la metà delle quali non sono diagnosticate e la cui incidenza è paragonabile a quella del femore. Consegue che i costi sociali ed economici di questa patologia sono rilevanti.
Da qui la necessità di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, anche attraverso l’assegnazione del Premio Aila, sia sulla malattia che coinvolge globalmente più di 200 milioni di donne e 4 milioni di uomini sia sulla necessità di attuate strategie preventive.
Nei prossimi anni si stima che le fratture causate dall’osteoporosi aumenteranno della metà. L’Italia è la nazione europea con la più elevata presenza di ultrasessantacinquenni: 18,3% contro il 15,7% della Gran Bretagna e il 16,6% della Germania; dati e stime della situazione europea mostrano che il numero di fratture del femore previste è in costante aumento e si calcola che nelle donne si passerà dalle oltre 300.000 fratture del 2000 a quasi 800.000 del 2050.
Roma, 23 settembre 2009
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