Il prof. Francesco Bove, primario ortopedico della Divisione INI di Grottaferrata, sarà su RaiUno a partire dalle ore 7,30
Sabato 23 maggio 2009
La protesi d’anca
Francesco Bove su Rai Uno con un intervento dalla Divisione INI di Grottaferrata
Quando la degenerazione articolare diventa importante e la terapia medica e fisioterapica non riescono a garantire una qualità della vita accettabile è sempre più alto il numero di soggetti che necessitano di un intervento chirurgico che sia, per quanto possibile, risolutivo. La chirurgia protesica rappresenta quindi un traguardo importante nella nostra società e ha permesso la riduzione dei problemi legati alla invalidità derivante da una artropatia cronica degenerativa dell’articolazione coxo-femorale e del ginocchio.
“La protesi d’anca”, in particolare, sarà l’argomento che il prof. Francesco Bove, primario ortopedico della Divisione INI di Grottaferrata, tratterà sabato 23 maggio 2009 all’interno della trasmissione “Sabato, domenica e…”, in onda su Rai Uno dalle 7,30 alle 9,00. Durante il programma verranno trasmesse le immagini di un intervento chirurgico ad hoc registrate presso la sala operatoria del Reparto di chirurgia ortopedica della Divisione INI di Grottaferrata (Via di Sant’Anna s.n.c., Grottaferrata, Roma).
«Nella sostituzione totale di un´articolazione, che avviene mediante intervento chirurgico, spiega il prof. Bove, due sono gli elementi decisivi. In primo luogo, per il ripristino dell´articolazione, la meccanica deve riprodurre il più fedelmente possibile i movimenti naturali dell´articolazione. In secondo luogo, affinché i risultati dell´intervento siano duraturi, è importante affinare la tecnica di fissazione della protesi all´osso».
«Per quanto riguarda la meccanica, precisa il primario dell’INI, i materiali utilizzati nella sostituzione totale di un´articolazione sono disegnati in modo tale che l´articolazione artificiale si muova nello stesso modo di una normale articolazione. Naturalmente non tutti gli "ingranaggi" sono riproducibili: l´articolazione artificiale è semplificata rispetto a quella originale, ma il funzionamento è esattamente identico. I componenti artificiali sono generalmente composti di una parte metallica che si inserisce nell´osso e di una superficie plastica che sostituisce la cartilagine, molto resistente».
I materiali metallici sono di vario tipo e sono il risultato di sofisticate elaborazioni metallurgiche. Possono essere costituiti da leghe in cromo-cobalto o in titanio. In cooperazione con un´équipe di medici e bioingegneri, Bove ha ideato un modello di protesi che non solo si fissa meccanicamente, ma grazie alla sua particolare struttura metallica spugnosa consente la crescita dell´osso all´interno dell´articolazione artificiale, realizzando la fissazione cosiddetta "biologica". La lega utilizzate, più duratura dei materiali in uso solitamente, è caratterizzata da un´identica proporzione tra le trabecole metalliche e quelle che si trovano normalmente nelle ossa, in modo da determinare dapprima una ideale fissazione di natura meccanica; in secondo luogo, la struttura a celle comunicanti rende possibile il flusso interno degli osteoblasti che permettono all´osso, crescendo, di ancorarsi alla struttura artificiale, in modo praticamente definitivo.
Roma, 21 maggio 2009
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