Sabato 28 gennaio 2012. All’Aula Magna della Divisione INI di Grottaferrata a partire dalle ore 9,00
Comunicato Stampa
Sabato 28 gennaio 2012
Nursing oncologico e cure palliative
All’Aula Magna della Divisione INI di Grottaferrata a partire dalle ore 9,00
In un editoriale pubblicato sul Journal of the American Medical Association, la relazione tra operatori sanitari e pazienti viene definita come “un’impresa morale fondata su un patto di fiducia”. Sotto la spinta di questa necessità il malato si trasforma sempre più da “oggetto di una prestazione“ a “soggetto di un processo terapeutico“. Da qui la necessità di approfondire questi concetti con un corso di formazione ad hoc il cui obiettivo è fornire ai partecipanti le conoscenze scientifiche, psicologiche, etiche e comportamentali necessarie per instaurare un rapporto di fiducia e confidenzialità nella gestione del paziente oncologico in reparto. Gli argomenti che verranno trattati riguardano: Comunicazione e Counsenling infermieristico; Valutazione e pianificazione terapia/bisogni del paziente oncologico; Pianificazione degli interventi assistenziali del paziente; L’importanza dell’équipe; Inquadramento e valutazione del dolore.
L’iniziativa dell’INI, Istituto Neurotraumatologico Italiano, assume una valenza particolare se inserita in quel contesto più ampio che dice che nel nostro Paese i grandi tumori fanno meno paura che nel resto d’Europa: l’Italia vanta infatti risultati migliori della media del continente. Stando ai dati del primo censimento ufficiale che fotografa l’universo cancro in tempo reale ( disponibile grazie al lavoro dell’AIOM e dell’AIRTUM che hanno unito gli sforzi per pubblicare il volume “I numeri del cancro in Italia 2011”) a 5 anni è vivo l’83% di chi è colpito da neoplasia al seno (contro l’80%), il 58% al colon-retto (rispetto al 54%), il 79% alla prostata (74%) e il 13% al polmone (verso il 10%).
Saranno stati 360mila i nuovi casi di cancro in Italia nel 2011, 200mila negli uomini (56%) e 160mila nelle donne (44%): circa 1.000 al giorno. Sono invece 1.285.000 le persone “guarite”, che si sono lasciate la malattia alle spalle da più di 5 anni.
Dallo studio emergono disparità regionali delle cure che si traducono talvolta nel mancato accesso alle terapie, con implicazioni significative sui costi sociali. Le due velocità del Paese risultano evidenti: si hanno più casi al Nord (+30%) rispetto al Sud ma la sopravvivenza è complessivamente inferiore nel Mezzogiorno.
Il cancro rappresenta la seconda causa di morte in Italia (30%) dopo le patologie cardiocircolatorie (39%). Nel 2011 ha provocato 174.000 decessi, con il tumore del seno big killer fra le donne (16%) e quello del polmone fra gli uomini (28%). L’invecchiamento generale della popolazione è la causa principale del costante aumento di diagnosi, ma l’11% dei pazienti colpiti ha meno di 50 anni. Fra i giovani le neoplasie più frequenti sono quella al testicolo negli uomini (11%) e alla mammella (40%) fra le donne.
Dall’analisi dei dati disponibili relativi al periodo 1998-2005 emerge una riduzione significativa della mortalità complessiva per tumore, in entrambi i sessi. Il calo è del 12% nei maschi e del 6% tra le femmine. Questo si spiega sia con la diffusione dei programmi di screening e il miglioramento delle capacità diagnostiche sia con la possibilità di accedere alle cure più efficaci, grazie a centri di eccellenza diffusi su tutto il territorio e a un’oncologia che si conferma fra le migliori al mondo.
Roma, 26 gennaio 2012
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