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Convegni
27 novembre 2010 - Appropriatezza nell'utilizzo delle risorse sanitarie nell'iter diagnostico e terapeutico delle Cefalee primarie

INI Divisione Grottaferrata
via Sant'Anna, snc - 00046 Grottaferrata
Aula Magna

Presidente onorario: Prof. Delfo Galielo Faroni
Coordinatore scientifico: Dott. Paolo Rossi

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Segreteria organizzativa: Giulia s.r.l.
Via Sardegna, 50 - 00187 Roma
Dott.ssa Laura Righetti
Per info e prenotazioni: Tel. 06.94534701, Fax 06.94534735 - Cell. 348.9005314 

Ufficio Stampa INI: Dott. Luciano Pecchi
Tel: 06.94534710 - Fax 06.94534735 

Sponsor:
MERCK

Con il patrocinio di:
SISC
Lifting The Burden
EFNS European Federation of the Neurological Societies

Corso accreditato ECM per:
Medici specializzati in Medici generale, Pediatria, Neurologia, Medicina fisica e riabilitativa, Radiologia, Otorinolaringoiatria, Oculistica, Ortopedia, GinecologiaMedicina interna


La cefalea costituisce il sintomo più frequente in Medicina, una delle cause più frequenti di consultazione nell’ambito della medicina generale e la causa più frequente di consultazione nella specialistica neurologica.  Si stima che in Europa, una persona su sette soffra di mal di testa ricorrenti di severità tale da portare ad una visita medica. Circa nove cefalalgici su dieci che si presentano a visita soffrono di emicrania
I Centri Cefalee, che in Italia rispetto agli altri paesi europei sono molto numerosi,  hanno mediamente una lista di attesa superiore ai 4 mesi e con difficoltà fanno fronte ad una domanda di assistenza sempre più numerosa.
I costi diretti delle cefalee per un paese occidentale sono stati stimati con cura nell’emicrania ed ammontano a circa 300 milioni di euro l’anno (per tutte le patologie cefalalgiche si ritiene che la cifra complessiva sia di 500 milioni l’anno). Il dato sembra elevato ma non è nulla in confronto ai 5 miliardi l’anno in cui è stimato il costo indiretto per assenteismo (la cefalea costituisce la seconda causa più frequente di assenza per malattia dal lavoro nelle professioni intellettuali). In Inghilterra, una stima inclusiva di tutte le perdite economiche (altre forme di cefalea, ridotta produttività etc) valuta in circa 5-7 miliardi di sterline l’anno il peso economico delle patologie che si manifestano con cefalea. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato l’emicrania al 12 posto tra le malattie che inducono maggiore disabilità nelle donne. Dati recenti che includono la cefalea tensiva e quella da abuso di farmaci sintomatici stimano che le cefalee croniche costituiscono la quinta maggior causa di disabilità nelle donne.
I dati a disposizione mettono in evidenza due fenomeni correlati: a) le cefalee rappresentano un problema sottostimato dalla sanità pubblica con una spesa pari al 3.5% del costo economico complessivo della patologia b) l’attuale organizzazione assistenziale non è in grado di garantire un assistenza appropriata ed efficiente ai numerosissimi pazienti affetti da queste patologie; ne consegue un’elevata disabilità ed il manifestarsi di insormontabili barriere assistenziali per cui
• molti cefalalgici non vanno dal medico,
• quando ci vanno non sono soddisfatti e non effettuano regolari controlli ,
• la maggior parte dei cefalalgici non sa di che patologia soffre o viene etichettato in maniera sbagliata,
• molti cefalalgici effettuano esami errati o inutili,
• molti cefalalgici effettuano cure inappropriate
E’ opinione comune che alla base dei problemi assistenziali nelle cefalee ci siano limiti di natura strutturale ed economica. In particolare, al di fuori di pochi specialisti, l’argomento è poco conosciuto nell’ambito della medicina generale perché riceve scarsa attenzione nei corsi di laurea e di specializzazione. Inoltre, un buon inquadramento di un problema di cefalea si basa quasi esclusivamente su una raccolta dettagliata di informazioni che necessita di tempo. Poiché una visita dal medico di base dura in media 5 minuti e quella dallo specialista convenzionato dura in media dieci minuti, è facilmente comprensibile che un buon inquadramento è impossibile. In ultimo, c’è da ricordare, che le cefalee attraggono scarsi investimenti e poca considerazione in ambito politico sanitario (l’emicrania è la patologia neurologica che riceve meno fondi in europa e negli USA).  L’attuale stato di crisi economica con successiva contrazione delle risorse dedicate alla sanità non può far altro che peggiorare questo stato di cose.
Pragmaticamente, bisogna però ricordare che una buona gestione delle cefalee non richiede l’impiego di risorse particolarmente costose per la diagnosi o la terapia. Aggiornamento, accessibilità, ascolto costituiscono l’armamentario low-tech su cui si basa la gestione delle cefalee,  che può essere facilmente implementato attraverso iniziative culturali. Non c’è bisogno quindi di una tecnologizzazione del settore quanto piuttosto di una divulgazione delle evidenze disponibile per una razionalizzazione dei percorsi diagnostici e terapeutici.
In questa prospettiva,  questo corso di propone l’obiettivo di fornire ai medici di medicina generale ed agli specialisti coinvolti nella gestione del paziente cefalalgico, gli strumenti culturali per un utilizzo appropriato delle risorse sanitarie e sviluppare la capacità di saper affrontare le seguenti tematiche
Quali problemi di farmacoeconomia impone la gestione delle cefalee ?
Quando è appropriato ricorrere ad esami paraclinici ?
Quando è appropriato ricorrere ad esami di imaging ?
Quando è appropriato ricorrere al pronto soccorso ?
Quando è appropriato ricorrere al ricovero ospedaliero ?
Quando è appropriato ricorrere ai trattamenti riabilitativi ?

Dott. Paolo Rossi