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Convegni
8 Novembre 2008 - La Terapia occupazionale nella neurogeriatria

INI Divisione Medicus
Piazzale S. Giovanni di Dio, snc - Tivoli
Aula magna

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Studi demografici indicano che l’Italia è una delle nazioni al mondo con il più alto numero di anziani. Nel 1950 oltre 6 milioni di italiani avevano più di 60 anni e questo numero è cresciuto a 12 (22% della popolazione) nel 1995. Le proiezioni  demografiche prevedono, a fronte di un calo della popolazione generale dovuto al tasso di crescita negativo, un costante aumento degli ultrasessantacinquenni che saranno 16 milioni (oltre il 25% della popolazione) nel 2020. Con l’invecchiamento della popolazione le patologie neurogeriatriche sono in costante aumento. In particolare la demenza, la cui prevalenza passa da circa 1% nel gruppo di eta’ 60-64 anni a oltre il 35% nei soggetti con piu’ di 85 anni. In Italia,  le demenze interessano il 5,3% degli uomini e il 7,2% delle donne ultrasessantacinquenni e si stima che circa 500.000 persone ne siano affette.
Vi è accordo unanime nel ritenere che le patologie neurogeriatriche vadano affrontate con un approccio multidisciplinare e con una diretta partecipazione del medico di famiglia. Tale approccio deve integrare le competenze mediche (neurologo, psichiatra, geriatra) e quelle non mediche (terapista occupazionale, psicologo, fisioterapista, infermiere). Le ospedalizzazioni ripetute e l’istituzionalizzazione del paziente anziano rappresentano la modalità di assistenza più onerosa per la collettività. A questo proposito è opportuno ricordare che nella letteratura scientifica si segnala come trattamenti in grado di migliorare le funzioni cognitive e comportamentali dell’anziano disabile possano ridurre le sue necessità assistenziali e risultare economicamente vantaggiosi.
Le problematiche connesse con la gestione dei bisogni assistenziali della persona anziana affetto da patologie neurologiche diventano con il passare del tempo sempre più rilevanti. In molti casi, infatti, esse portano come quadro finale, alla totale perdita della autosufficienza spesso associata a gravissimi disturbi comportamentali e della personalità. La persona anziana affetto da patologie neurologiche versa invariabilmente in una condizione di fragilità non solo cognitiva ma anche fisica, familiare, sociale e spesso economica. Le patologie neurogeriatriche, quindi, costituiscono senza alcun dubbio una delle più significative “emergenze” sociosanitarie in ragione del grande impatto che queste riversano sui servizi assistenziali, sulle famiglie e i caregiver.
La Terapia Occupazionale assume un ruolo di primaria importanza nella riattivazione della persona anziana. L’occupazione offre un modello all’interno del quale organizzare e studiare la crescita nell’età adulta e nella vecchiaia; il lavoro, il gioco, la cura di se stessi sono le occupazioni quotidiane della vita. Le attività che costituiscono queste occupazioni, le routine e gli andamenti di tali occupazioni, cambiano lungo il corso dell’esistenza e, in modo più evidente, quando insorge una patologia. Il Terapista Occupazionale, all’interno dell’equipe medico-riabilitativa, accompagna la persona anziana e i suoi familiari nel percorso che consente di affrontare i cambiamenti che le patologie neurogeriatriche impongono. Tutto questo mira a mantenere l’autosufficienza della persona anziana il più a lungo possibile con ricadute non solo comportamentali e sociali ma anche economiche per la collettività.

Sulla base di quanto esposto nella premessa, emerge con forza la necessità di organizzare corsi di formazione multidisciplinare per operatori del servizio sanitario nazionale, al fine di:
• Migliorare le conoscenze di patologie neurogeriatriche finalizzate all’applicazione  di nuove metodiche di riattivazione.
• Impedire il diffondersi di una negativa cultura di equiparazione fra invecchiamento e demenza, e promuovere un atteggiamento razionale e attivo sulle reali possibilità di interventi di cura oggi possibili.
• Garantire una specificità di gestione dei problemi centrali dell’assistenza, come quelli legati ai disturbi psicocomportamentali, che provocano considerevole stress nel paziente e nella famiglia, attraverso  strumenti e strategie di cura innovativi e non mediante strumenti contenitivi farmacologici o ambientali.
• Assicurare il recupero funzionale per quanto possibile attraverso un’attività di stimolazione specifica, consistente in metodi validati di riattivazione motoria e cognitiva.
L’obiettivo del corso è quello di preparare il personale a fornire un adeguato livello di cure al soggetto con patologie neurogeriatriche che necessita di ricovero, per evitare le complicanze legate a processi assistenziali non appropriati. Qualificare, quindi, i processi assistenziali interni, nei reparti principalmente interessati a patologie neurogeriatriche (cardiologia, neurologia e ortopedia). Ulteriore obiettivo è quello di dare nozioni di base al personale interno riguardo la riattivazione funzionale dei pazienti affetti da patologie neurogeriatriche.

Presidente onorario del corso: Prof. Delfo Galileo Faroni
Responsabile scientifico: Prof. Franco Giubilei

Segreteria organizzativa:
Giulia s.r.l.
Dott.ssa Laura Righetti
Per info e oprenotazioni: Tel. 06.4821464 Cell. 348.9005314